Una raccolta di articoli sulla formazione
a cura del Centro Studi Orientamento


RIPOSIZIONAMENTO DEI VALORI E MULTICANALITA'
di Mario Spatafora - Presidente EFFEBI

Le trasformazioni che stanno caratterizzando negli ultimi anni il sistema creditizio e finanziario italiano hanno sempre più significative conseguenze sul piano organizzativo e professionale. Lo sforzo intrapreso per comprendere come gestire un ambiente di riferimento mutevole e complesso, e anche più sensibile e reattivo rispetto al passato alle influenze delle azioni avviate, è senz'altro di grande rilievo se si valutano i tratti distintivi della tradizione culturale bancaria.
Valori come la precisione, la normatività , la gerarchia, la missione istituzionale stessa delle banche sono oggi posti in discussione quasi fossero elementi "frenanti". Il mercato richiede alle aziende un riposizionamento dei valori a favore di caratteristiche quali la tempestività nell'esecuzione, la flessibilità , l'autonomia di decisione nel rapporto con il cliente, l'orientamento ai risultati rispetto al compito.
Sono nel contempo cambiati i fattori di successo, vale a dire le variabili da cui dipende la capacità dell'impresa-banca di conseguire risultati positivi e durevoli nel tempo. Non è più sufficiente "aspettare il cliente" facendosi forte della propria eccellenza di prodotto o dell'esclusività della localizzazione sul territorio e non è sufficiente nemmeno spingere in modo indifferenziato sui volumi, agendo principalmente sulla leva del prezzo.
Anche nel mondo bancario italiano tende, infatti, ad affermarsi un processo di cambiamento già avvenuto in alcuni settori dell'industria e già visibile nel sistema bancario all'estero; i fattori competitivi sono legati sempre meno a variabili hard e sempre più a variabili soft, quali servizio, qualità , integrazione, velocità di risposta.
In questo quadro la formazione e l'aggiornamento professionale delle risorse umane costituisce sempre più una leva strategica primaria.
Nelle banche italiane si vanno consolidando sistemi formativi complessi in termini di metodologie e di nuovi ruoli. Le metodologie e i sistemi di formazione aziendale si rifanno al concetto di formazione continua, di formazione "on the job" e di "organizzazione che apprende".
Emergono poi nuove figure professionali, con competenze specifiche inedite, che vanno valorizzate e supportate non solo con la formazione, ma anche con revisioni e cambiamenti organizzativi significativi.
La trasformazione delle banche da istituzioni a impresa/azienda, inoltre, avviene in parallelo allo sviluppo da parte dell'organizzazione della capacità di trasformare e diffondere una cultura del servizio condivisa e distintiva rispetto agli altri settori del mercato.
Oggi, grande attenzione è rivolta anche ai modelli di gestione e sviluppo delle "competenze di servizio", che vanno però adattati e consolidati, attraverso la sperimentazione e la sensibilizzazione del management, ai temi della leadership di gruppo, della comunicazione interna, dello scambio di esperienze, del concetto di servizio interno.
E interessante osservare come da una recente rilevazione compiuta in sede AB I (Associazione Bancaria Italiana) emerga che la formazione nelle aziende di credito non ha comportamenti collegabili direttamente alle variabili dimensionali o a quelle nazionali.
Al contrario, oltre alla tipologia di innovazione intervenuta, assume carattere determinante - per i comportamenti operativi delle funzioni di formazione - lo stadio a cui il cambiamento aziendale è arrivato.
Occorre, pertanto, poter diagnosticare con precisione non solo le correlazioni tra gli eventi che hanno determinato il processo di innovazione e i macro obiettivi formativi, ma anche quale livello formativo vive l'azienda nel suo complesso e quindi lo scenario competitivo in cui si situa.
L'innovazione più consistente degli ultimi tempi è da individuare nella "multicanalità ", intesa come pluralità di fonti di formazione alla quale la funzione Personale può rivolgersi per definire percorsi di formazione specifici, sia a livello di figure professionali, sia a livello individuale per le risorse ad alto potenziale.
Complementare al ricorso alla multicanalità è la "certificazione", che garantisce il livello professionale raggiunto e di cui si auspica un riconoscimento anche formale.
Il nuovo modello di acquisizione delle competenze aziendali è rappresentato dalla rete costituita da fonti tradizionali, quali la formazione interna e il ricorso a società esterne, e da iniziative in via di impostazione come quelle del "Banking Diploma".
Il Banking Diploma costituisce nella gran parte dei Paesi europei un sistema di formazione a distanza che accompagna le diverse fasi di sviluppo professionale del personale bancario.
I programmi di formazione che determinano il conferimento del Banking Diploma sono di norma strutturati su tre livelli: il primo fornisce ai neo-assunti una preparazione di base sulle principali tematiche bancarie; il livello intermedio provvede ad un arricchimento della cultura bancaria e finanziaria, preparando i partecipanti ad assumere ruoli e responsabilità di maggior peso all'interno dell'azienda; il livello finale offre una preparazione di carattere manageriale.
Detti sistemi di formazione centralizzata da un lato mirano alla formazione di professionisti aggiornati, capaci di adeguarsi alle mutate necessità del settore bancario e flessibili alle sue evoluzioni, dall'altro consentono di pervenire ad una professionalità bancaria di livello superiore.
Inoltre, il carattere sistematico di un approccio formativo alle problematiche bancarie e finanziarie permette una maggiore mobilità e flessibilità del personale.
Da circa due anni ABI e Assicredito sono impegnate nell'elaborazione di un ampio e complesso progetto di Banking Diploma che soddisfi tre fondamentali esigenze per le banche italiane:
- formare una fascia sempre più ampia di professionisti in grado di rispondere con efficienza alle esigenze del mercato;
- adempiere alle indicazioni dell'Unione Europea per una formazione continua, qualitativamente e quantitativamente più incisiva;
- adeguarsi agli altri Paesi europei che, già da tempo, hanno realizzato percorsi professionali nel comparto bancario a livello di sistema.

All'elaborazione del progetto hanno partecipato attivamente diversi istituti bancari e centri di formazione, i quali, al termine di una prima fase di lavori, hanno individuato i due punti cardine dell'iniziativa nella creazione di un sistema di formazione a distanza e di autoformazione, gestito da una organizzazione centralizzata che garantisca risultati qualitativamente e quantitativamente ottimali ed un consistente risparmio dei costi anche coinvolgendo le strutture di formazione esistenti, al fine di consentire soprattutto ai grandi istituti di realizzare economie di scala e talvolta anche situazioni di business.
Sebbene il bilancio ad oggi per il settore della formazione bancaria sia complessivamente positivo, emerge tuttavia la necessità di accelerare la trasformazione verso strutture organizzative più snelle e flessibili, che consentano una maggiore visibilità e valorizzazione delle competenze e qualità dell'azienda-banca.
I processi di fusione e concentrazione in atto stanno certamente provocando una serie di articolati interventi organizzativi e gestionali con diretta influenza anche sulle capacità operative dei singoli.
Tali linee di intervento hanno avuto avvio già da tempo, ma si prevede un maggiore sviluppo delle stesse in avvenire, allorchè il possibile posizionamento dell'Italia nel contesto europeo sarà più chiaramente definito.
Esiste la convinzione che quando anche il settore bancario italiano sarà in grado di giocare un ruolo più attivo ed incisivo nel contesto internazionale, la sfida potrà essere vinta solo presentandosi sul mercato con risorse professionali di elevato standard qualitativo.
Ed allora? Non bisogna più indugiare, ma programmare tempestivamente come affrontare i reali bisogni di formazione del personale ad ogni livello.


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